Libro: Mind Marketing

Oltre il 70% dell’impulso d’acquisto è emotività, non razionalità. Nella società dell’immagine di oggi sempre più compriamo prodotti, marchi, servizi senza che noi stessi sappiamo davvero i veri perché profondi: ciò che ci spinge sono i grandi e potenti meccanismi emotivi istintuali collettivi, primordiali, irrazionali, o, in altre parole, il nostro “software dell’inconscio”. Possiamo capirne di più? Questo libro spiega il mondo complesso ma non così incomprensibile del rapporto marketing-psiche, le “mappe mentali”, i codici non verbali e molto altro ancora occorre sapere nello scenario di “psiconomia” di oggi e di domani.

AUTORE

Gianandrea Abbate

Da sempre ha un grande amore e attrazione per la comunicazione, anche perché figlio del Pubblicitario autore di mitici Spot, come ad esempio Cynar (Ernesto Calindri con il tavolino in strada) e Biancosarti (Tenente Sheridan).

Oltre che nell’azienda di famiglia ha avuto il piacere di lavorare nelle grandi Multinazionali della Pubblicità come Young & Rubicam, Publicis, Fcb, di cui è stato responsabile Strategic Planning Ricerche e partner del Comitato di Direzione.

Poi ha sentito molto forte l’esigenza di guardare più a fondo nella psiche e nelle dinamiche profonde di efficacia o inefficacia della comunicazione, ed è stato quindi il promotore del lancio e sviluppo in Italia di una nuova Metodologia di Ricerca—Mind M@p Psicolinguistica—che studia scientificamente l’incremento dei rendimenti pubblicitari e i meccanismi inconsci dell’efficacia comunicazionale.

Oggi è amministratore delegato di Emotional Marketing—Istituto di Ricerche e marketing strategico con l’esclusiva internazionale Mind M@p e molti altri prodotti di Ricerca innovativi—, presidente di Psycho Research e partner di Mind Gate, società che si dedica alla ricerca innovativa e alle nuove tecnologie.

È stato già autore di un libro sulla psicolinguistica (Emotional Assets) e partner del laboratorio di comunicazione dell’Università Cattolica di Milano. Insegna in SDA Bocconi al Master dell’Università di Parma/Business School del Sole 24 Ore e alla Scuola di Palo Alto.

Ciò che più conta, si considera una persona felice perché è riuscito a far coincidere il suo lavoro con ciò che nella vita più lo diverte, lo affascina e lo interessa.

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